Expo Milano 2015, e la favola dei concorsi

Expo Milano 2015 e la favola dei concorsi
Era il 31 marzo 2008 quando Milano conquistò l’Expo vincendo la sfida con Smirne. Subito si è avviato il dibattito sulle opere pubbliche da realizzare in funzione di questo evento: nuove linee di metropolitana, la città del gusto e della salute, la via di terra e la via d’acqua, tre tracciati autostradali, un collegamento ferroviario ad alta velocità, un distretto avanzato per la tecnologia innovativa dedicata alla salvaguardia dell’ambiente e della salute. Ambiziosi progetti territoriali che la Expo avrebbe consegnato a Milano nel 2016. 18 mesi dopo la Consulta degli Architetti, nel presentare le linee guida alla compilazione del Masterplan ha proposto , per i manufatti architettonici, 15 aree di possibile concorso. Dopo 8 mesi le aree si sono dimezzate e nei seguenti 4 mesi , siamo a maggio 2010, visti i tempi stretti cui si era giunti a causa delle indecisioni sul destino dei terreni, si è concluso che i Concorsi di progettazione previsti non si potevano più fare: accantonati a favore di una più agile gestione interna all’ufficio di Piano della progettazione preliminare, cui far seguire solo appalti integrati.Di lí la polemica.
Stefano Boeri, assessore alla cultura e all’Expo del Comune di Milano, ultimamente si era impegnato nel fare sì che i progetti per l’Expo fossero necessariamente assegnati per Concorso, in modo che Milano potesse avere delle architetture di qualità ed affinché il mondo possa rendersi conto, attraverso l’architettura di Expo, di come il nostro Paese voglia davvero investire nella sostenibilità ambientale, nell’innovazione e nella cultura. Questo l’invito che Boeri ha rivolto alle istituzioni responsabili dell’Expo, con le parole: “Adesso è necessaria una totale trasparenza sui meccanismi concorsuali per le aziende (le ’white list’ non bastano…) e per i progettisti. Cominciando col rispondere alle domande del Consiglio Nazionale degli Architetti sulla opportunità che si lancino Bandi pubblici internazionali per concorsi di architettura. Diamoci da fare”.
Nel frattempo l’assessore si é dimesso, e poi é tornato, perdendo la delega all’Expo. La domanda sorge spontanea: che succedera adesso con i concorsi????






















































