Daniel Libeskind: architetto dell’Olocausto e delle forze armate tedesche

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Daniel Libeskind: architetto dell’Olocausto e delle forze armate tedesche

In occasione del 10 ° anniversario del Museo Ebraico ed a pochi giorni dall’inaugurazione  del Museo di Storia Militare di Dresda, il Deutsche Welle intervista Daniel Libeskind.

Essere l’architetto del Museo dell’Olocausto e contemporaneamente del Museo delle Forze Armate che hanno partecipato attivamente alle persecuzioni antisemite, lascia un po’ perplessi. Una perplessità che, per noi di Channelbeta,  viene ulteriormente alimentata dall’ennesima dimostrazione  di un modo di fare dell’ architettura ormai conservatore e fondato su forme prevedibili e scontate di progettare. A queste logiche si affidano le principali archistar, replicando alla scala globale varianti di loro personali formalismi , che smettono di essere architettura per diventare marchio di fabbrica, brand identity, al di lá della loro funzione e del contesto.

La nuova sede del Museo di Storia Militare progettata da Daniel Libeskind é situata nel bel mezzo di un complesso militare dismesso, a nord del centro storico della città di Dresda. Il museo è ospitato in un ex arsenale, che Libeskind ha rinnovato ed ampliato con un elemento a forma di V che si eleva di 100 metri dal suolo. Il vetro, il cemento, l’acciaio e ed i prismi triangolari salgono drammaticamente dal centro del fabbricato esistente, che appare come interrotto.

L’architetto sostiene di aver voluto creare un “intervento” aggressivo sulla simmetria neoclassica dell’arsenale del 1873, costruito sotto la direzione di un allievo dell’architetto Gottfried Semper. “Questo cuneo interrompe deliberatamente la cronologia orizzontale dell’edificio, in corrispondenza delle esposizioni sulla prima guerra mondiale e quelle della seconda guerra mondiale”, ha detto Libeskind. “É una interruzione fondamentale perché a partire da questo punto che la storia si é trasformata in forma irreversibile.”

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