Blurring boundaries – Patricia Urquiola

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Blurring boundaries – Patricia Urquiola

Entusiasmante Patricia Urquiola al Cersaie 2011.

La Urquiola, ospite del primo evento della seconda giornata del Cersaie, di fronte ad un pubblico numeroso ed attento, apre la conferenza “Confini culturali tra integrazione, sovrapposizione e rispetto identitario”. Si parte dagli esordi: la designer inizia con delle immagini artistiche di David Byrne e Richard Hamilton, perché figlia degli anni ’80 e del Post-Moderno; successivamente grazie alla conoscenza di Alvaro Siza e poi di Castiglioni, si stacca definitivamente dal Post-moderno ed entra più in contatto con gli elementi caratterizzanti del Moderno della prima metà del novecento, reinterpretandoli e ricontestualizzandoli.
Con grande entusiasmo la Urquiola espone una serie di fotografie scattate da lei e che riguardano particolari della sua vita, dei suoi viaggi, del il rapporto con i propri clienti; sono immagini scattate in ogni angolo del mondo ed in situazioni e contesti molto diversi tra loro, ma che trasmettono tutta la poesia e la passione che l’architetto ripone nel suo lavoro.
Un elemento importante che ritorna spesso nel dibattito sono le “mani”;  con esse riusciamo a plasmare, toccare e modificare gli oggetti e quindi progettare. Sono mani che tagliano, cuciono, rappezzano, espongono, saldano, ecc; “noi designer siamo ancora degli artigiani, perché solo dopo di noi inizia il processo di industrializzazione”.
Altro tema importante è il Tempo, cioè come progettare oggetti che siano duraturi e che diano emotività nel corso degli anni, capaci di invecchiare e di suscitare emozioni, di passare attraverso piu` generazioni ritrovando ogni volta un ruolo nello spazio in cui sono inseriti.
Ogni progetto che la Urquila espone, dalle sedute per Moroso alle diverse architetture realizzate o ai tappeti in patchwork, nasconde una storia, intima, bella e sognante. Architetture legate al luogo con una forte interazione con il contesto; architetture in cui spesso gli arredi sono realizzati con materiali recuperati in sito o che traggono ispirazione dal contesto stesso.
L’architetto spagnolo racconta della difficolta’ degli esordi,  fin da quando aprì il suo studio dieci anni fa, della paura di affrontare le nuove sfide che si ponevano innanzi e di come tutt’oggi, ad ogni nuova commissione,  lei si ponga in atteggiamento molto critico nei suoi confronti e nelle sue capacita`; questo approccio ha fatto si che diventasse “la donna più corteggiata dall’industria del design mondiale”. Tutto questo deve incoraggiare molto i giovani designer che si trovano oggi di fronte ad un mercato assai difficile ed esigente, un messaggio che la Urquiola vuole trasmettere ai giovani presenti in sala.
La conferenza  e` stata l’occasione per assistere ad una splendida lezione di vita, da parte di un genio creativo dotato di grande capacità emotiva e di brillante spontaneità: Patricia Urquilola e` una professionista che fa della praticità e dell’umiltà elementi fondamentali per il quotidiano.

Davide Di Virgilio

Biografia

Nata a Oviedo, nelle Asturie, frequenta la facoltà di architettura al Politecnico di Madrid e, successivamente, il Politecnico di Milano, dove si laurea nel 1989 con Achille Castiglioni. Da allora Patricia Urquiola vive e lavora a Milano, dove si forma professionalmente a partire dagli insegnamenti di Bruno Munari, tra i padri della scuola milanese. Dal 1990 al 1992 è assistente di Eugenio Bettinelli e di Achille Castiglioni al corso di design industriale del Politecnico di Milano e all’E.N.S.C.I. di Parigi. Nel 1991 inizia a lavorare per l’ufficio Sviluppo del prodotto di Maddalena De Padova, diventandone presto la responsabile. Qui incontra Vico Magistretti, con cui più tardi collaborerà. Nel 1998 inizia a lavorare con Moroso, per il quale progetta una nuova concezione del “sedersi”
con componenti interscambiabili per un ambiente di soggiorno veramente modificabile. Con i suoi prodotti, tende a creare ambienti che infondano una sensazione di intimità e comfort e invitino allo
stare insieme. Nel 2001 apre a Milano un proprio studio di progettazione dove si occupa di design, allestimenti e architettura. Come designer collabora con decine di aziende, tra cui Agape, Alessi, B&B Italia, Driade, Flos, Foscarini, Kartell, Molteni, Rosenthal. Alcuni dei suoi prodotti sono esposti nelle collezioni permanenti del MoMA di New York e di altri musei. Tra i suoi progetti più recenti: il
Mandarin Oriental Hotel a Barcellona, il W Resort & Spa a Vieques (Porto Rico), i negozi di Gianvito Rossi, gli showroom di Flos e Moroso a Londra e l’allestimento generale del Padiglione Spadolini a Pitti Uomo 2010, a Firenze.
È stata premiata Designer of the Year dalle riviste Wallpaper e Elle Decor, e Designer of the Decennium 2000-2010 dalle riviste tedesche Home e Häuser. Ha ricevuto, inoltre, il Red Dot Award e il Chicago Athenaeum Good Design Awards. Mostre personali sul suo lavoro sono state esposte nei musei di tutto il mondo.

Davide Di Virgilio

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