Ulrich Rückriem – Milano, A arte Studio Invernizzi

Ulrich Rückriem – Milano, A arte Studio Invernizzi
La galleria A arte Studio Invernizzi, fino al 5 novembre 2010, presenta una mostra personale di Ulrich Rückriem nella quale vengono presentati 77 disegni appartenenti al ciclo creativo che ha caratterizzato la sua opera degli ultimi tre anni. L’esposizione esemplifica un momento particolarmente significativo dell’opera di Ulrich Rückriem, i cui principali elementi compositivi si ripropongono, anche in questo caso, come quelli della permutazione e della variazione secondo un procedere che dal materiale porta all’immateriale e viceversa.
Il disegno ha da sempre un ruolo centrale nell’arte di Ulrich Rückriem: annoverato tra gli indiscussi protagonisti della scultura europea già dagli anni Sessanta, l’artista tedesco è stato in grado nel corso dei decenni di rinnovare la propria grammatica espressiva senza venire meno a una profonda coerenza di posizioni. In questo percorso diretto a un unico e persistente obiettivo, quello di liberare la forma da qualsiasi finzione astratta per farle ritrovare una relazione autentica e diretta con il reale. Nella realizzazione di questi disegni Rückriem procede mettendo un foglio sopra all’altro per cui la sovrapposizione/ricomposizione è parte integrante della stessa dinamica generativa dell’immagine. Nella scelta e selezione delle costellazioni e della loro traduzione in figurazioni, l’artista cerca costantemente di avvicinarsi quanto più possibile a un punto di equilibrio. La costellazione di punti diviene così figurazione di piani, ma anche figurazione a suo modo naturalisticamente evocativa: l’artista ama infatti spesso riferirsi a questa tipologia di disegni con titoli più esplicitamente allusivi al loro legame con il mondo, come ad esempio il mitologico Ikarus oppure il descrittivo Birds (Uccelli). Egli sembra infatti a tratti concepirle quasi come immagini distillate del ciclo vitale, concretamente reso nella sua lotta tra opposti – positivo e negativo – nell’immagine del vuoto reciproco come libertà di scelta: una scomposizione e ricomposizione della forma come idea tradotta nel fare, luogo e immagine del procedere che lega tra loro inscindibilmente la vita e la morte.





























































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