“People meet in architecture”: la biennale degli specchi

“people meet in architecture”: la biennale degli specchi
Il 26 agosto, a Venezia, si è aperta la dodicesima Biennale d’Architettura, con il titolo di “people meet in architecture”, curata da Kazuyo Sejima.
Il titolo, come dice la stessa Sejima, è interpretabile in più modi. Forse questo il motivo per cui è complicato trovare un filo conduttore. Ognuno dei 46 partecipanti risponde a proprio modo all’assunto e camminando nei sempre suggestivi spazi dell’arsenale e nei padiglioni dei giardini, ci appaiono spesso installazioni d’arte piuttosto che di architettura. Ammessa l’utilità di una mostra d’architettura che, come scrive la curatrice giapponese, è un concetto provocatorio, dato che è impossibile portare in mostra gli edifici veri e propri, questa mostra, continua Sejima, vorrebbe essere, “un’esperienza di possibilità architettoniche, che riguardino un’architettura creata da diversi approcci, capace di esprimere nuovi modi di vita”. Troppe allora le possibilità in una mostra che unisce tante voci diverse con pochi pensieri su schemi di città o parti di essa e molte installazioni concettuali. Si contrappongono allora esposizioni come quella della repubblica di Macedonia, oppure quella della Malesia, ad opere sicuramente più suggestive come quella di Janet Cardiff, The Forty Part Motet in cui quaranta voci registrate separatamente vengono riprodotte da quaranta altoparlanti collocati strategicamente nello spazio riproducendo una composizione del 1500, o prima fra tutte l’opera dell’”artist star” Olafur Eliasson: tempo scandito da luci stroboscopiche e getti d’acqua che sbattono sul suolo a significare il tempo stesso come spazio compreso tra due secondi. Opera quest’ultima sicuramente emozionale che rende tarda arte concettuale l’installazione di Junya.Ishigami+associates. Il giovane architetto giapponese è stato premiato con il
Leone d’Oro per il miglior progetto della Mostra. Si è quindi deciso di riconoscere come migliore un lavoro che, come recita la motivazione del premio, spinge all’estremo i limiti della materialità, visibilità, tettonica, leggerezza e, in ultimo, dell’architettura stessa. Fortunatamente, ma al di fuori del contesto biennale, Ishigami ha già dimostrato la sua raffinatezza e leggerezza nell’architettura, quella però costruita, nel Kanagawa Institute of Technology.
La presenza Italiana nella mostra è limitata a pochi architetti tra cui Aldo Cibic che espone diversi progetti nel Padiglione Italia.
Pratica, lineare e di facile lettura l’organizzazione di “Ailati”, tema del Padiglione curato da Luca Molinari. A domande immediate si cercano risposte architettoniche coraggiose e come dice lo stesso Molinari “di resistenza in un mare di mediocrità diffusa”.
Spicca il racconto semplice e veloce di un’architettura che deve tornare ad occuparsi anche della vita sociale e civile della società., in cui irrompe per un attimo la realtà delle città italiane e di un paesaggio sfigurato. Ben vengano quindi questioni e ragionamenti sul rapporto tra mafia ed architettura, non affrontato in termini collusivi , ma in termini di possibilità progettuali.
E ben venga anche la lettura così immediata ed efficiente, forse poco concettuale e colta, ma in grado di arrivare a molti, anche a quelli che il curatore chiama in senso lato “analfabeti”.
Una voce un pò fuori dal coro quella di Molinari, fuori da una biennale criptica e al limite dell’architettura. Una biennale in cui l’oggetto specchio è presente nelle installazioni di molti partecipanti, dal padiglione Russo a quello Tedesco, in cui è addirittura un’intera stanza a rispecchiare se stessa e gli spettatori, o ancora il padiglione cecoslovacco e il progetto creato da architecten de vylder vinck taillieu nell’arsenale. Ci si chiede se lo specchio serva ad ingrandire, a rendere più ricca una biennale forse un po’ stitica d’architettura, oppure uno specchio che sia utile ad attrarre allodole in cerca di un linguaggio o ancora uno specchio che rifletta la realtà architettonica contemporanea.
Roberta Di Loreto





























































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