Baratta e Sejima danno il via alla 12^ Biennale di Architettura

Baratta e Sejima danno il via alla 12^ Biennale di Architettura
Ieri 26 Agosto 2010 alle ore 12, il Presidente Paolo Baratta e il Direttore Kazuyo Sejima hanno dato il via alla dodicesima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia.
In una conferenza stampa affollata presso il Teatro Piccolo dell’Arsenale, Baratta e Sejima hanno esposto ai giornalisti le tematiche che questa Mostra vuole affrontare.
People meet in architecture, vale a dire che l’architettura ha il compito di creare degli spazi reali che agevolino la comunicazione tra gli individui, in un epoca in cui le tecnologie più avanzate sostituiscono il dialogo diretto tra le persone. Per superare la condizione di isolamento e restituire un nuovo senso alle comunità, l’architetto piuttosto che concentrarsi su grandi utopie, dovrà cercare di realizzare visioni funzionali al presente. Sejima concepisce luoghi fluidi e privi di gerarchie che permettono una relazione continua tra esterno e interno, incoraggiando la capacità dei partecipanti di interpretare lo spazio.
Secondo Baratta: “è più che mai un auspicio della Mostra che si sviluppi una più articolata ed efficace committenza sia privata che pubblica, dalla quale possono emergere domande e richieste all’architettura che oggi appaiono sopite o ignorate. Una mostra di Architettura può aiutare utilizzando il proprio linguaggio, che non è solo quello della documentazione ma quello dell’emozione visiva, che porta a intuire e pensare possibilità nuove e diverse rispetto al quotidiano e al consueto. People meet in architecture vuol anche dire che we become people in architecture; è appunto nella res public che l’uomo corona il proprio sforzo di costruire la civiltà dell’uomo”.
“Questa edizione della Mostra consente alle persone di prendere coscienza delle varie idee emanate da contesti diversi – svela Sejima – e rispecchia il presente che incapsula in sé potenzialità per il futuro. E’ mia speranza che questa esposizione sia un’esperienza di possibilità architettoniche, che riguardino un’architettura creata da diversi approcci, capace di esprimere nuovi modi di vita. Un’esposizione di architettura è un concetto provocatorio, dato che è impossibile portare in mostra gli edifici veri e propri, i quali devono essere dunque sostituiti da modelli, disegni e altri oggetti. In quanto architetto, ritengo che sia compito della nostra professione utilizzare lo spazio come un mezzo con cui formulare un nostro pensiero.”
Quarantasei sono i partecipanti tra studi, architetti, ingegneri e artisti da tutto il mondo. La Mostra è affiancata negli storici padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia, da 53 partecipazioni nazionali. I paesi presenti per la prima volta sono l’Albania, il Regno del Bharain, Iran, Malesia, Repubblica del Ruanda e Thailandia.
AILATI. RIFLESSIONI DAL FUTURO è il tema del Padiglione Italia all’Arsenale, organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con il PaBAAC e curato da Luca Molinari. Il Padiglione Venezia ai Giardini ospita un doppio di uno sculture, Toni Benetton e di un architetto, Toni Follina, una mostra a cura di Carlo Sala e Nico Stringa. Gli eventi collaterali quest’anno sono venti, promossi da enti ed istituzioni internazionali e organizzati in diversi sedi a Venezia e fuori Venezia.
Per la direzione della 12^Mostra Kazujo Sejima si avvale della consulenza artistica di Yuko Hasegawa e Ryue Nishizawa. Un ulteriore supporto deriva dallo studio SANAA, in particolare da Sam Chermayeff, Jack Hogan e Ikeda Satoshi.
Davide Di Virgilio





























































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