SCUOLA “LA INDEPENDENCIA” / URIBE DE BEDOUT ARQUITECTOS

SCUOLA “LA INDEPENDENCIA” – Medellín (Colombia)
URIBE DE BEDOUT ARQUITECTOS
La costruzione di questa nuova sede chiamata Colegio de Calidad, è stata fondamentale per potenziare tutto il processo di trasformazione del grande settore della Comuna 13, dove vivono più di 80.000 persone divise in 18 quartieri.
Questa comunità ha vissuto una grande trasformazione sociale, evidenziata nell’immaginario e nei desideri che avevano gli alunni nell’anno 2000, in cui più del 90% degli iscritti aspiravano ad entrare nel conflitto armato: servizio militare o di polizia, oppure nel gruppo armato della zona. Un 8% aspirava a lavorare come conducente di autobus o taxi e solo un alunno (1.23%) aspirava ad iscriversi in una università.
Le istituzioni locali si erano promesse di invertire questa tendenza e di creare quindi una scuola di qualità; la costruzione di questo Metacollegio, ha stimolato ed ha contribuito al miglioramento di migliaia di essere umani e migliorato la qualità di vita della famiglie. Così a partire dall’anno 2006, secondo un sondaggio, gli studenti stanno cambiando le loro aspettative per il futuro: 91% degli iscritti esprimono il desiderio di continuare la loro formazione accademica, un 46% nell’università e un 26% in istituzioni tecnologiche, un 25% in istituzioni tecniche e solo un 3% desidera lavorare. Questo costituisce una trasformazione a 180 gradi, che evidenza lo straordinario impatto che la scuola ha avuto sui bambini ed i giovani di questa comunità.
Va aggiunto che ad oggi si contano circa 2500 alunni delle elementari e medie, 1000 giovani ed adulti in processo di formazione tecnica attraverso il SENA e circa di 3000 genitori in fase di alfabetizzazione nelle scuole per la famiglia e nei corsi di partecipazione cittadina, senza contare i diversi corsi di inizializzazione al computer. La scuola, con l’ausilio del INDER, ha inoltre invogliato circa 1000 bambini, giovani ed adulti, all’attività fisica, ricreativa e sportiva, cosa che completa la strategia dello sviluppo integrale di tutta questa importante comunità. Questa scuola si è costruita nel cuore della zona, favorendo l’incontro dei cittadini, lo svago delle le famiglie (parco) ed in generale l’accesso alla cultura.
JUAN IGNACIO GALLO JIMÉNEZ
Rettore Instituzione Educativa La Independencia.
RELAZIONE
SCUOLA APERTA, alla ricerca di una nuova tipologia.
Per anni la tipologia educativa ha seguito lo schema del chiostro, il cortile centrale circondato da aule che “proteggevano gli alunni dalla “contaminazione sociale” dell’intorno. L’idealismo di un microcosmo isolato ed istruito, colto e disciplinato, metteva in evidenza l’inefficacia del sistema pedagogico nel preparare la formazione dell’alunno come residente civico e parte integrante di una comunità. L’isolamento, infatti, tendeva ad escludere l’individuo dall’affrontare uno degli obiettivi principali del processo educativo: la formazione di un’autodisciplina cosciente dei doveri e dei diritti come cittadino.
La struttura spaziale ed operazionale dell’insieme educativo deve invece favorire gli eventi naturali in un contesto civico reale, con il fine di sostenere una reale e completa formazione partecipativa. Cittadini, padri, professori ed alunni devono senz’altro convergere per incontrarsi, o meglio, confrontarsi nei corridoi pubblici che uniscono i “recinti” dello studio, dello sport, dell’amministrazione o delle attività artistiche dell’istituzione al fine di rendere trasparenti e democratici tali metodi pedagogici.
TRAMA E ORDITO, strategie urbane.
TRAMA E ORDITO, strategie urbane.
L’estrema densità del quartiere 13 e la carenza di spazio verde, ha reso necessario posizionare la nuova struttura in modo da dare priorità all’area libera come parco, unendo la superficie di terreno che non era inclusa nel lotto assegnato.
L’edificazione, pertanto, si è ubicata all’incrocio di un percorso esistente per sfruttare e rafforzare gli incontri tra le persone per mezzo di una grande strada coperta e percorsi perpendicolari.
Per aumentare il più possibile l’area del parco e godere così delle magnifiche visuali sulla città, è stata prevista una copertura verde con funzione di affaccio panoramico. Questa condizione ha permesso di celare la struttura (una volta cresciute le piante) per dare maggior qualità alla vista dalle zone laterali abitate dalla comunità.
La scelta del materiale di facciata (pietra verde valvidia) è parte integrante della strategia.
Per accentuare il legame tra i quartieri, si è pensato ad un sentiero pedonale nord-sud (con ridotta circolazione veicolare) e con priorità dalla biblioteca e dalla scuola esistente fino ad una piazzetta all’angolo del parco; un sentiero esclusivamente pedonale nell’asse ovest-est, che raccoglie i flussi laterali e conclude alla fermata dell’autobus sulla via principale.
Tutte le fessure, oltre a canalizzare i flussi pedonali, permettono la ricucitura con il paesaggio circostante attraverso la creazione di nuove prospettive. Le fessure, con i suoi affacci ed i suoi vuoti, permettono l’integrazione visiva di tutti i livelli ed evidenziano le attività; questa si traduce in uno stimolo permanente ed apporta un grado naturale di sicurezza (vedere ed essere visto).
Il layer dell’edificazione, che occupa l’area di un isolato, riproduce la trama urbana del quartiere. I corridoi sono sostituiti da strade e le aule assumono lo status di micro isolati.
VOYERISMO CULTURALE, assistenza e partecipazione motivata.
Si è deciso di rendere come delle vetrine, gli spazi di formazione e di sperimentazione, affinché la curiosità (condizione essenziale dell’apprendimento) circoli liberamente nell’ambiente e l’atmosfera inviti a far parte di un nuovo processo, dove l’esperienza, la pratica e la teoria assumano lo stesso valore.
Questa trasparenza fisica genera una maggior chiarezza dei metodi e permette di evidenziare una pedagogia obsoleta: la mediocrità degli educatori non si può più nascondere dietro le mura o in cortili oscuri.
La disposizione dell’insieme permette ai genitori o a qualunque cittadino osservare le attività scolastiche. Per evitare l’eventuale distrazione dei professori, si è usata la strategia delle doppie altezze, che hanno permesso allo stesso tempo la possibilità di concentrazione e la visibilità dall’esterno; le doppie altezze si sono utilizzate nei laboratori che danno alla strada principale, secondaria ed ai percorsi perpendicolari, nelle classi di educazione artistica che sono in contatto con le strade interne e con la zona ricreativa di verde davanti la scuola, nella ludoteca e negli spazi dedicati allo sport ed al teatro, che hanno accesso dalla strada principale per mezzo di una scalinata (con la limitazione di accesso al campo o alle aree polifunzionali).
FRAMMENTAZIONE PROGRAMMATICA, autonomia degli spazi chiusi per usi intensivi ed estensivi.
La disposizione planimetrica e il dislivello permettono che la scuola possa essere utilizzata secondo le diverse aree anche quando rimane chiusa; molti spazi contano con un doppio accesso, uno interno alla scuola ed uno che si apre alla strada ed allo spazio pubblico. Si può entrare ad ogni laboratorio in forma indipendente dalla strada secondaria per mezzo di una scala, si può entrare all’aula d’educazione artistica dalla zona di verde per mezzo di una rampa. Dalla rampa principale (strada coperta) si può accedere in due aree distinte: per il tramo che ascende si può arrivare al secondo livello di aule, indipendenti rispetto al resto della scuola, e per il tramo che discende si può entrare nell’auditorio, la caffetteria e gli spazi sportivi.
Questa distribuzione permette l’utilizzazione dei servizi associati alla scuola da parte di tutta la comunità ed un’estensione dell’orario, che trasforma questa istituzione in un Centro Integrale di Educazione e Sviluppo.
La condizione di frammentazione, sommata alla progettazione di locali commerciali, permette all’amministrazione di aumentare la strategia di affitto e sviluppare una prospettiva di autosufficienza e progressivi miglioramenti.
DATI DI NATURA TECNICA, crescita organica con standard elevati.
Si sono riadattate tutte le vie di circolazione. Un corridoio tecnico a doppia altezza alimenta tutti i laboratori e le sale di informatica dalla zona di scarico e carico, cosa che permette di dotare questi spazi delle massime esigenze ambientali e di comfort: come l’evacuazione di sostanze contaminanti, l’estrazione di aria inquinata e la climatizzazione meccanica, nel caso fosse richiesta.
Le fessure generano una condizione di ventilazione che garantisce comfort climatico senza la necessità di condizionamento meccanico. La ventilazione è stata rafforzata da un doppio muro con camera d’aria e una copertura verde.
L’orientamento, i cortili verticali, la profondità dei vani, la posizione delle superfici di vetro, i brise-soleil ed i lucernai, hanno diminuito la necessità di illuminazione artificiale ed hanno garantito l’illuminazione in tutti gli spazi chiusi.
La generosità delle altezze e la loro varietà permettono in futuro di accogliere nuove esigenze.
Si è previsto di un accesso diretto carrabile in caso di concerti o altre attività artistiche, destinato al personale artistico o politico che richieda particolari misure di sicurezza.
FELIPE URIBE DE BEDOUT
Calle 11A #43B – 104 Medellín – Colombia21468 Medellín – Colombia
Telefono: (574) 542 0855
Fax: (574) 542 0845
Web: www.udebarquitectos.com
E-mail: jfelipeu@gmail.com
LINKS:
DATI DI PROGETTO:
LOCALIZZAZIONE : Situato nella Calle 39 D No. 112 – 101 Barrio Las Independencias e in contatto diretto con i quartieri El Salado, Eduardo Santos, Antonio Nariño, Nuevos Conquistadores e 20 de Julio della cittá di Medellín. Medellín é la capitale del dipartimento di Antioquia ed é la seconda cittá piú importante della Colombia; si trova nella valle de aburra, circondata da montagne, ad una altezza di 1538 metri sopra il livello del mare (temperatura media 24 gradi centigradi).
ARCHITETTO: FELIPE URIBE DE BEDOUT Medellín, Colombia
TEAM DI PROGETTO: Direttore: Arq. Juan Felipe Uribe de Bedout
Coordinatore: Arq. Gerardo Olave Triana
Collaboratori: Arq . Álvaro Criollo López , Arq. Andrés Castro Amaya, Arq. Yady Casallas, Arq. Nestor Riascos, Arq. Veronica Rios
Ausiliario: Giovanny Bossa
PROMOTORE : ALCALDIA DE MEDELLÍN, EDU
IMPRESA DI COSTRUZIONE : CONINSA S.A
COSTO: $ 9.500´000.000 (novemila cinquecento milioni di pesos) / U$ 500.000 (cinquecentomila dollari americani)
SUPERFICI: 52.383 m² lotto - 7.322 m² di edificio – 45.061 m² di spazio pubblico
FOTOGRAFO: Sergio Gómez
BIOGRAFIA:
Juan Felipe Uribe de Bedout si laurea come architetto urbanista nella Universidad Pontificia Bolivariana (Medellín – Colombia) nel 1988, nel 1990 fonda lo studio Uribe de Bedout arquitectos.
Durante la sua carriera professionale ha realizzato opere pubbliche per quattro comuni, che hanno contribuito alla rinnovazione urbana ed al recupero sociale di Medellin: El Parque de los Pies Descalzos, El Parque De los Deseos, La Biblioteca EPM, El Colegio La Independencia, La Puerta Urbana e progetti di rinnovazione urbana in El Salvador e Argentina.
Ha partecipato a convegni in Italia, Stati Uniti, Panama, argentina, Porto Rico, El Salvador, Venezuela, Messico, Bolivia e Chile insieme a: Waro Kishi, Shugei Endo, Claus & Kaan, David Chipperfield, Carmen Pinos, Wolf Prix, Eric Owen Moss, Nox, Aaron Betsky, Groose Bradley, Steven Ehrlich, Juvenal Baracco, Higuera + Sánchez, Felipe Leal.
Nella Biennale Colombiana é risultato vincitore del Premio Nazionale d’Architettura, ha ricevuto tre menzioni speciali ed é stato finalista con otto progetti. All’interno di Biennali internazionali é stato parte della giuria in Porto Rico e Bolivia, vincitore del premio “accésit de arquitectura” nella II Bienal Iberoamericana de Arquitectura e Ingenieria Civil, oltre ad altre opere finaliste, ha ricevuto due Menzioni Speciali Onorifiche nella Bienal Panamericana de Arquitectura de Quito ed é stato finalista nella V Bienal de Arquitectura de Sao Paulo.
I suoi progetti hanno ricevuto riconoscimenti nazionali ed internazionali che risaltano l’eccelenza ed il conoscimento delle tecniche costruttive:
Marble Architecture awards 2000 – Carrara, Premio Granitos y Marmoles a la Excelencia en el manejo de la Piedra y el premio a la Excelencia en el Concreto Asocreto.
Attualmente é direttore del laboratorio di urbanística nella Universidad Pontificia Javeriana 2010, é stato professore titolare di laboratori di progettazione nella Universidad Pontificia Bolivariana de Medellín e membro del laboratorio di urbanistica 1996- 2006; é professore di Maestría Arquitectura y tecnología- Universidad Torcuato Di Tella e di Maestría Arquitectura FADU-UNL in Argentina; ha diretto seminari nella universitá Central de Venezuela, Católica y Diego Portales de Chile, Nacional Autónoma de México.
Tutte le sue opere sono state pubblicate in rivista nazionali ed internazionali: PHAIDON Atlante di Architettura Contemporanea vol. I 2004 – vol. II 2008, con sei progetti selezionati; rivista olandese MARK, Beyond Modernist Masters: Contemporary architecture in Latin America, rivista Habitare, rivista Architectural Record, PHAIDON atlas de interiorismo, rivista Wallpaper, Arquine di México e Summa, rivista 1:100 e 30-60 in Argentina
Selezionato dalla rivista culturale La Tempestad come uno degli otto architetti piú influenti nell’ambito latinoamericano e tre volte selezionato per le riviste colombiane Semana e Cambio 16, come parte del gruppo di architetti piú importanti di Colombia.
























































































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