Learning from Denise Scott Brown

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LEARNING FROM DENISE SCOTT BROWN

Denise Scott Brown, una tra le voci più influenti dell’architettura del ventesimo secolo, colei che, insieme al socio e marito Robert Venturi, ha influenzato lo sguardo di intere generazioni di architetti sulla città contemporanea, ha ancora molto da insegnare.
Lo scorso 23 e 24 giugno, invitata presso la Scuola di Dottorato Iuav, non si è limitata a fare una lezione ex cathedra, così come ci si sarebbe aspettato, ma, con un racconto denso e a tratti anche divertente, ci ha trascinati, quasi magicamente, nella sua vita. Una vita senza dubbio eccezionale, in cui formazione, ricerca professionale e vicende private si intrecciano fino a confondersi. Instancabile, Denise (l’uso del nome proprio non sembri una mancanza di rispetto, ma al contrario una prova dell’empatia che lei riesce a trasmettere) ripercorre la cultura del proprio tempo selezionandola attraverso i suoi ricordi privati che, in realtà rappresentano una parte importante di quella cultura post- moderna di cui lei e Venturi sono stati i pionieri.
Le origini africane, gli studi a Londra, i lunghi viaggi, l’arrivo in America, ma anche la recente vicenda della Lieb house (destinata all’abbattimento e salvata con eroica determinazione), non sono soltanto esperienze di vita, ma tasselli di un percorso di formazione continuo le cui tracce si ritrovano nel pensiero di un architetto che ha fatto della ricerca una costante del proprio lavoro.
“Apprendere dal paesaggio è un modo per l’architetto di essere rivoluzionario” con queste parole, mutuate dall’introduzione di Learning from Las Vegas, Francesco Dal Co ha presentato la lectio magistralis della Scott Brown e, in queste parole si racchiude, forse, tutto il senso della sua presenza alla scuola di Dottorato Iuav. La lectio, infatti, è stata soltanto il momento centrale di un dialogo durato due giorni con studenti, dottorandi e ricercatori in cui Denise Scott Brown ha dato prova di una generosità e una curiosità intellettuale che costituiscono di per sé un grande insegnamento. Passione, tenacia, ma anche metodo e rigore scientifico si ritrovano costantemente nelle riflessioni dell’architetto statunitense che ha saputo rinunciare al monologo annullando qualsiasi distanza (culturale, anagrafica, intellettuale) tra lei e i suoi interlocutori. Una figura, quella della Scott Brown, sicuramente non cristallizzata nel suo passato, seppur importante, ma alla ricerca di un confronto sempre aperto e sincero da cui far emergere non certezze ma possibili chiavi di lettura per interpretare il presente e affrontare con consapevolezza il futuro . Leggere il paesaggio diventa un atto rivoluzionario nella misura in cui, attraverso la costruzione di un metodo, riusciamo, a interpretarlo ma anche e soprattutto a imparare da esso. La sua complessità va decodificata e analizzata a partire da paradigmi interpretativi che ne sappiano cogliere il significato oltre che la fenomenologia, che portino all’elaborazione di strategie più che di modelli di riferimento.
A quasi quarant’anni dalla pubblicazione di Learning From Las Vegas, Denise Scott Brown ci lascia in eredità un metodo di ricerca, ma ci lancia anche una sfida: se “Las Vegas” è stata al contempo la chiave di lettura della crisi dell’architettura moderna e il paradigma per interpretare la città post-moderna, quali sono le strategie cui dobbiamo riferirci per affrontare l’attuale crisi del modello insediativo della città contemporanea?
È la stessa Denise Scott Brown ad ammettere che siamo ancora lontani dalla(e) risposta(e), ma è lei stessa ad insegnarci che non possiamo ignorare la necessità di cercarle.

Chiara Rizzi

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2 Comments

  1. Dichiarate che è uno scherzo!…I am a moment…mi sembrerebbe + appropriato dato che della Scott Brown e del degno marito Venturi, certo raffinati intellettuali, l’architettura contemporanea non sentirà una grande mancanza!

    Posted by maurizio zappalà on 06 luglio 10 at 11:51
  2. non è uno scherzo….dire che scott brown e venturi sono stati un “moment” nella storia dell’architettura questo si che sembra uno scherzo! eppoi l’immagine della copertina, credo, sia solo una citazione del libro
    Learning from Las Vegas. ma tu questo lo saprai bene immagino.

    Posted by tex on 13 luglio 10 at 1:08

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