
SHIGERU BAN PER L’AQUILA: UN’ OCCASIONE RECUPERATA
16 Marzo 2010
Dopo tutte le
vicende ormai note che si sono susseguite dal G8 di L’Aquila Shigeru Ban è qui in Abruzzo. Difficile crederlo ma è così. Con enorme piacere rimaniamo colpiti quando alcuni giorni fa il prof. Benedetti, docente presso la Facoltà di Ingegneria di L’Aquila ed architectural consultant dell’Auditorium, ci avvisa invitandoci alla conferenza dell’architetto giapponese per la presentazione del suo Auditorium per il nuovo Conservatorio già realizzato dalla Protezione Civile. Entusiasti della notizia, partiamo verso la tenso-struttura che funge da aula magna a Coppito, molto incuriositi per quello che Shigeru Ban presenterà di lì a poco. Il prof. Benedetti ci accoglie presentandoci a Shigeru Ban in via ufficiosa, sottolineando il fatto che, anche grazie a Channelbeta e alla caparbietà giornalistica del nostro direttore Gianluigi D’Angelo, si è raggiunto questo traguardo. La conferenza inizia in un’ aula affollata e piena di studenti attenti ad ascoltare l’architetto. Assieme a loro c’è anche una rappresentanza della Facoltà di Architettura di Harward in cui Shigeru Ban insegna. La presenza degli studenti americani è dettata dalla volontà che si è instaurata tra le due Università di cooperare e dar vita ad un workshop che interesserà una parte del cantiere dell’Auditorium: gli studenti potranno così apprendere meglio la tecnologia sostenibile ed economica che in diversi ambiti Ban utilizza. Inizia la conferenza e l’architetto descrive i suoi progetti e i diversi suoi interventi nei luoghi disastrati a causa di catastrofi naturali. Interessante è l’uso che Ban fa di materiali economici e sostenibili, come ad esempio il cartone, utilizzato anche a livello strutturale. Per Ban l’architettura nel corso della storia è stata sempre dal lato della ricchezza e del potere, oggi è arrivato il momento di fare un’ autocritica e capire che l’architettura è a servizio di coloro che vivono all’interno di essa, per cui, a chi meglio rivolgersi se non alle popolazioni e soprattutto a coloro che soffrono e non possono permettersi un riparo ? Shigeru Ban si batte quotidianamente proponendo idee e soluzioni proprio per cercare di fare dell’Architettura un mezzo che soddisfi e aiuti le persone meno abbienti, perché tutti hanno diritto su questo pianeta di godere di spazi confortevoli e dignitosi anche in situazioni post sisma o post alluvione. Dopo aver descritto all’incirca venticinque progetti che passano da abitazioni residenziali a sistemi elementari di tende rifugio in Ruanda, arriva il momento del progetto dell’Auditorium. Prende la parola il Maestro Bruno Carioti, direttore del Conservatorio di L’Aquila, il quale, in stretto contatto con Ban, descrive minuziosamente l’evoluzione del progetto e le sue diverse funzioni. L’opera si presenta in pianta di forma quadrata con all’interno un’ellisse disposta diagonalmente che rappresenta la sala principale da 250 posti. Anche per questo progetto sono usati i tubi in cartone che sorreggono la copertura. Al di fuori dell’ellisse vi sono tutti gli spazi di servizio, il foyer, il guardaroba,ecc. Nella sua semplicità geometrica, l’opera ha tutte le caratteristiche tipiche degli edifici di Shigeru Ban, ovvero l’eleganza, la sobrietà e la facile lettura delle gerarchie. Certo è che, abituati rispetto
al plastico presentato dal primo ministro Taro Aso a Berlusconi, dalla pianta sinuosa e libera, ci ritroviamo in uno schema più geometricamente rigido e forse anche più “accademico”, ma senza dubbio ugualmente interessante.
Davide Di Virgilio
Finalmente una buona notizia. Interessante la lezione sulla temporaneità, i Marsicani si sono trovati costretti e ha volte hanno voluto rendere permanenti edifici temporanei, in effetti nessuno è in grado di stabilire cosa è temporaneo. Mi auguro che Ban, architetto intelligente e non invasivo, sia uno degli esempi da ricordare della rinascita de L’Aquila.
Faccio i miei complimenti a Gianluigi D’Angelo per la determinazione in questa vicenda. Colta “caparbietà”.
Raffaele Cutillo