L’Aquila. La rivolta delle carriole, in 6 mila tra le macerie

L’Aquila. La rivolta delle carriole, in 6 mila tra le macerie
Se ieri gli aquilani si sono rimboccati le maniche e hanno affrontato in prima persona l’emergenza macerie, è palese che questa sia ancora in alto mare. Non c’è ancora una linea d’azione comune e enti, sindaci, Protezione Civile provano a dire la propria. Il primo quesito riguarda la quantità di macerie, sulla quale non esistono dati ufficiali, sottolinea Legambiente. Una prima stima di Protezione Civile e Vigili del fuoco parla di una forbice che solo per il comune dell’Aquila va da 1,5 a 3 milioni di metri cubi (4,5 milioni di tonnellate). Circa un terzo del totale, vale a dire 1 milione di metri cubi, si trova sulle strade, mentre 2 milioni sarebbero quelle accumulate all’interno delle case e nei cortili. Per dare il via alla ristrutturazione degli edifici, sostiene sempre l’associazione ambientalista, è quindi sufficiente spostare circa un terzo delle macerie: potrebbero partire, così, i lavori sui circa 10 mila edifici danneggiati tra centro storico e frazioni, con le uniche variabili dei 140 siti sotto sequestro per le inchieste della magistratura sui crolli “dolosi” e il materiale “sensibile” proveniente da edifici di pregio storico-architettonico.





























































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