ROCA BARCELONA GALLERY / OAB – Borja, Lucia, Carlos Ferrater

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ROCA BARCELONA GALLERY

OAB – Borja, Lucia, Carlos Ferrater

ROCA BARCELONA GALLERY (Barcellona, Spagna) OAB -  Borja, Lucia, Carlos FERRATER ROCA BARCELONA GALLERY (Barcellona, Spagna) OAB -  Borja, Lucia, Carlos FERRATER ROCA BARCELONA GALLERY (Barcellona, Spagna) OAB -  Borja, Lucia, Carlos FERRATER ROCA BARCELONA GALLERY (Barcellona, Spagna) OAB -  Borja, Lucia, Carlos FERRATER ROCA BARCELONA GALLERY (Barcellona, Spagna) OAB -  Borja, Lucia, Carlos FERRATER ROCA BARCELONA GALLERY (Barcellona, Spagna) OAB -  Borja, Lucia, Carlos FERRATER ROCA BARCELONA GALLERY (Barcellona, Spagna) OAB -  Borja, Lucia, Carlos FERRATER ROCA BARCELONA GALLERY (Barcellona, Spagna) OAB -  Borja, Lucia, Carlos FERRATER ROCA BARCELONA GALLERY (Barcellona, Spagna) OAB -  Borja, Lucia, Carlos FERRATER ROCA BARCELONA GALLERY (Barcellona, Spagna) OAB -  Borja, Lucia, Carlos FERRATER ROCA BARCELONA GALLERY (Barcellona, Spagna) OAB -  Borja, Lucia, Carlos FERRATER ROCA BARCELONA GALLERY (Barcellona, Spagna) OAB -  Borja, Lucia, Carlos FERRATER ROCA BARCELONA GALLERY (Barcellona, Spagna) OAB -  Borja, Lucia, Carlos FERRATER ROCA BARCELONA GALLERY (Barcellona, Spagna) OAB -  Borja, Lucia, Carlos FERRATER ROCA BARCELONA GALLERY (Barcellona, Spagna) OAB -  Borja, Lucia, Carlos FERRATER ROCA BARCELONA GALLERY (Barcellona, Spagna) OAB -  Borja, Lucia, Carlos FERRATER ROCA BARCELONA GALLERY (Barcellona, Spagna) OAB -  Borja, Lucia, Carlos FERRATER ROCA BARCELONA GALLERY (Barcellona, Spagna) OAB -  Borja, Lucia, Carlos FERRATER ROCA BARCELONA GALLERY (Barcellona, Spagna) OAB -  Borja, Lucia, Carlos FERRATER

Giá dai primi passi della concezione della sede istituzionale di Roca (o Roca Barcelona Gallery) si é concepito il progetto architettonico come strumento di diffusione di una marca e della relativa impresa. L’edificio é pensato a partire dalla strategia di comunicazione, una forma aggiuntiva di diffusione dei valori, della storia e degli obiettivi della compagnia, come canale di trasmissione per attrarre l’interesse dei cittadini verso il prodotto, i progetti e la inquietudine di un’impresa con piú di 80 anni di storia, come lo é Roca.
L’incarico riguarda la realizzazione di un programma complesso in cui si mescolano e convivono una sede istituzionale, un museo della marca e una piattaforma di eventi di carattere sociale e del mondo imprenditoriale.

Il progetto architettonico si basa su due idee essenziali: la sua forma, l’aspetto esteriore e l’esperienza dello spazio vissuto al suo interno.
L’edificio, circondato da numerose volumetrie più alte, pretende mostrarsi alla città rispettando la propria scala. In tale contesto urbano, ritrovandosi sommerso dagli edifici adiacenti, il volume si distingue per le ridotte dimensioni della propria scala e per la purezza della forma. Senza ricorrere alle forme speculative proprie di un’architettura che cerca di manifestarsi attraverso lo spettacolo, l’edificio, discreto ed elegante allo stesso tempo, risulta attrattivo e diverso da qualunque altro.

L’investigazione ed il lavoro di ricerca avevano in comune l’obiettivo di concepire una facciata che, se guardata con attenzione, non avrebbe lasciato nessuno indifferente e che avrebbe potuto stimolare la curiosità. Dal principio si rinunciò alla possibilità di proporre una “pelle” per l’edificio, che potesse offrire un effetto vistoso verso l’esterno e che non avesse nessuna relazione o apparente conseguenza al suo interno.

Pertanto si è cercato di lavorare al massimo rispettando queste condizioni. Ed infine, dopo aver sperimentato diverse possibilità, si è pensato ad una facciata generata dalla disposizione di un unico materiale, una successione di molteplici lamine di vetro, disposte perpendicolarmente rispetto all’asse della facciata. Così, a partire da prove e prototipi si è potuto constatare come si potevano produrre effetti di diffrazione, riflessione e rifrazione della luce ottenendo risultati di distorsione, traslazione e sovrapposizioni d’immagini attraverso la facciata.

La luce è così diventata la protagonista, tanto quella naturale del giorno, come l’artificiale della notte. Il risultato è quello di una facciata totalmente ambigua che mostra un carattere solido durante il giorno e liquido di notte, una facciata tanto pesante quanto leggera, tanto rugosa quanto liscia e nella quale è difficile riconoscere un carattere totalmente trasparente, traslucido od opaco.

Così dall’esterno, quando si guarda verso l’interno dell’edificio, la facciata offre una visione ambigua e distorta del contenuto, rendendo necessario entrare per scoprire realmente di che si tratta; una volta dentro, se si guarda verso l’esterno, verso la città, si osserveranno tutta una serie di effetti visuali come se si trattasse di un gioco, dove niente si situa nel posto dove dovrebbe essere. Raggi di luce attraversano direttamente l’edificio mentre altri si riflettono nelle nervature, producendo qualcosa simile ad una sovrapposizione dell’immagine. Altri, allo stesso tempo, si diffrangono per mostrarsi in tutti i colori dell’arcobaleno.

Dall’interno si possono osservare strade che non c’erano prima, si duplicano gli edifici e le persone che si vedono camminare all’esterno, si trovano invece in luoghi fisici diversi da quelli in cui appaiono. Si è in tal modo raggiunto l’obiettivo prefisso ovvero la realizzazione di una facciata che destasse attenzione, attraverso la quale si offrisse un effetto percettivo ammirabile e sottile allo stesso tempo.

Nello stesso modo in cui l’edificio è stato pensato rispetto all’esterno, si è cercato di studiare per l’interno un mondo, uno spazio e un ambiente unico.
Una volta dentro, attraverso l’utilizzo della luce, dei video, dei materiali e degli elementi espositivi, si è cercato di generare un’ambiente diverso da un normale spazio espositivo, dove il visitatore possa vivere una esperienza intensa e unica.

L’interno si concepisce come esperienza personale e sensoriale, nella quale l’ospite interagisce con l’edificio grazie a sensori di presenza, altoparlanti direzionali, giochi di luce, proiezioni, ologrammi e schermi al plasma che proiettano oggetti in movimento. Allo stesso tempo tutti questi elementi si vedono inseriti come oggetti flottanti in uno spazio indivisibile e continuo. Il pavimento leggermente riflettente, esperimento della ceramica, il controsoffitto in acciaio inossidabile e le pareti di tetraedri di spugna, si conformano come i tre materiali principali dell’interno. Tre piani senza soluzione di continuità, che ricreano uno spazio anti gravitazionale, che sottolineano l’orizzontalità, mentre l’assenza di referenze spaziali o formali, converte lo spazio fisico in una sorta di spazio virtuale.

La tecnologia applicata alla costruzione, ai video e alla maniera di spiegare il brand e il relativo prodotto sono essenziali per trasmettere il compromesso che l’impresa cerca con il futuro. Il progetto per Roca Barcellona Gallery si fa portatore della tecnologia più avanzata in materia di illuminazione, di materiali come la ceramica, il vetro e l’acciaio.
Per tutto questo è stato necessario che Roca e l’equipe di architettura di OAB (Borja,Lucia e Carlos ferrater) si confrontasse con un gruppo di esperti di campi differenti come la comunicazione, la costruzione, la illuminazione e gli audiovisivi e molti altri specialisti d’eccellenza, che hanno reso possibile la creazione di un edificio di punta ed emblema del suo marchio.


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OAB – Borja, Lucia, Carlos Ferrater

Balmes 145 Bajos
08008 Barcelona-SPAIN
t +34 93 238 51 36
f +34 93 416 13 06
oab@ferrater.com

LINKS:

FERRATER

VIDEO

DATI DI PROGETTO:

PROGETTO:  Roca Barcelona Gallery

LOCALIZZAZIONE : Barcellona, Spagna

PROGRAMMA: Showroom

ARCHITETTI: Borja Ferrater,Lucia Ferrater, Carlos Ferrater

TEAM DI PROGETTO: Rodolfo Reis ,David Abondano ,Emiliano Scotti , Birgit Eschenlor

CLIENTE: Roca Sanitarios

FOTOGRAFO: Alejo Bagué

SUPERFICIE COSTRUITA: 2450 m2

ANNO DI REALIZZAZIONE: 2008-2009

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