Pier Luigi Cervellati. L’Aquila, ancora solo macerie

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Pier Luigi Cervellati. L’Aquila, ancora solo macerie

<<…L’Aquila era la città delle 99 chiese, delle 99 fontane, ora non resta più niente. Nel centro storico ho visto solo macerie abbandonate da 11 mesi e troppi sprechi insensati. Non cerchiamo polemiche con Berlusconi, ma Italia Nostra ha il dovere di denunciare l’assenza della volontà politica di far rinascere la città storica, di salvare ciò che resta di un patrimonio culturale che è la memoria collettiva di tutta la cittadinanza>>. Pier Luigi Cervellati, padre nobile della scuola italiana di architettura del restauro urbano, si è appena tolto l’elmetto che lo ha protetto nella visita alla zona rossa. Dice << La città storica è come imbalsamata, straripa di ponteggi scintillanti che puntellano edifici strutturalmente irrecuperabili, mentre non si vede alcuna prospettiva d’intervento su case storiche e monumenti realmente risanabili. Lo stesso Duomo è un’immagine di morte e desolazione: all’interno cumuli di detriti alti fino a tre metri ricoprono ancora capitelli, confessionali in noce e resti di affreschi erosi da gelo e pioggia….L’unica chiesa in restauro è Santa Maria di Paganica, ma stranamente ci è stato vietato di fotografare lo smaltimento dei detriti>>. Più in generale il Professor Cervellati è “scandalizzato” da una gestione d’emergenza che <<ha escluso totalmente il Ministero dei Beni Culturali, che continua ad ignorare gli architetti locali che conoscono storia, forme e materiali, che tiene all’oscuro i cittadini e perfino i proprietari>>. <<Per restaurare bisogna selezionare e conservare ciò che resta . Qui invece si montano prefabbricati in periferie senza centro, illuminate per le tv….>>.
Dopo l’emergenza immediata, è vitale intervenire a L’Aquila, nel cuore di un centro storico “imbalsamato tra i detriti” che si avvia purtroppo a diventare una cittadina fantasma. Restituire il Capoluogo abruzzese ai suoi cittadini.


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