“Natura e Architettura”, quarto appuntamento. Tema: La terra cruda come materiale per il progetto

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“Natura e Architettura”, quarto appuntamento. Tema: La terra cruda come materiale per il progetto

Continua la serie d’incontri “Natura e Architettura” con “La terra cruda come materiale per il progetto”, quarto di sei incontri del ciclo di appuntamenti in questione. Relazione tra verde e costruito, questo il tema cardine degli eventi organizzati da Promoverde e Nemeton Magazine, che si svolgono presso la Saletta Lab della Triennale di Milano. Ad introdurre ed approfondire il tema Andrea Facchi e Barbara Narici, architetti, oggi tra i maggiori esperti italiani di costruzione in terra cruda contemporanea. La terra è probabilmente il primo materale da costruzione conosciuto, la scoperta del suo utilizzo si perde nella notte dei tempi e ancora oggi oltre la metà della popolazione mondiale abita in case di terra cruda. Quasi tutte le terre estratte appena al di sotto dello strato arabile sono adatte a costruire, ciò significa che chiunque ha a disposizione sufficiente materiale per edificare la propria casa. Dopo molti decenni di oblio la costruzione in terra ritorna in auge grazie al lavoro pionieristico di molti tecnici (e non) appassionati dalle prestazioni ecologiche, tecnologiche e culturali di questo straordinario materiale ad alta “tecnologia arcaica”: riciclabilità, inerzia termica, regolazione microclimatica dell’umidità, fonoassorbenza, atossicità, elementarietà, modellabilità. In terra cruda si costruiscono muri portanti e di tamponamento, pavimenti e solai, cupole, volte, intonaci e pitture.


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