Utopie

Utopie
Mentre a Verona è da poco terminato “il piano al tempo della crisi”, 10 giorni di incontri, esposizioni, dialoghi con urbanisti e architetti, rappresentanti delle istituzioni e degli enti, associazioni di categoria, nel resto del mondo, o almeno in una parte di esso, si progettano e si presentano soluzioni ecologiche di città, che fondano le proprie basi filosofiche sulla combinazione tra sostenibilità su larga scala e concentrazione di strutture urbane, in questo caso il risultato: una città galleggiante, di Kevin Schopfer insieme a Tangram 3DS, una società specializzata nella renderizzazione e animazione al computer, per il New Orleans Arcology Habitat (NOAH). Quanto sia utopica, ma anche futuribile l’idea di una struttura-città di questo tipo lo raccontano le immagini, crediamo però ci si debba soffermare sul valore del tutto contemporaneo di questo progetto: ossia l’idea di concentrare le attività umane e cittadine in una porzione ben definita di spazio (che in questo caso non è suolo ma acqua). Purtroppo l’esatto opposto di quello che succede sul nostro territorio. Per cause complicate e non sempre riconducibili al bene comune, le campagne iniziano a sparire, le periferie ad allargarsi, i tragitti da fare in auto sempre maggiori, e via via tutta una serie di conseguenze per raccontare le quali un frame non può certo bastare. Ma ci si augura che discorsi di questo tipo, molto più strutturati ovviamente, vengano affrontati anche nei dibattiti nostrani, come quello su citato di Verona, in cui il termine pianificazione resti integro e al centro della discussione.





























































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