PARQUE BIBLIOTECA ESPAÑA – Medellin (Colombia) / Giancarlo Mazzanti Arquitectos

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PARQUE BIBLIOTECA ESPAÑA - Medellin (Colombia)

Giancarlo Mazzanti Arquitectos

PARQUE BIBLIOTECA ESPAÑA (Medellin, Colombia) GIANCARLO MAZZANTI ARQUITECTOS PARQUE BIBLIOTECA ESPAÑA (Medellin, Colombia) GIANCARLO MAZZANTI ARQUITECTOS PARQUE BIBLIOTECA ESPAÑA (Medellin, Colombia) GIANCARLO MAZZANTI ARQUITECTOS PARQUE BIBLIOTECA ESPAÑA (Medellin, Colombia) GIANCARLO MAZZANTI ARQUITECTOS PARQUE BIBLIOTECA ESPAÑA (Medellin, Colombia) GIANCARLO MAZZANTI ARQUITECTOS PARQUE BIBLIOTECA ESPAÑA (Medellin, Colombia) GIANCARLO MAZZANTI ARQUITECTOS PARQUE BIBLIOTECA ESPAÑA (Medellin, Colombia) GIANCARLO MAZZANTI ARQUITECTOS PARQUE BIBLIOTECA ESPAÑA (Medellin, Colombia) GIANCARLO MAZZANTI ARQUITECTOS PARQUE BIBLIOTECA ESPAÑA (Medellin, Colombia) GIANCARLO MAZZANTI ARQUITECTOS PARQUE BIBLIOTECA ESPAÑA (Medellin, Colombia) GIANCARLO MAZZANTI ARQUITECTOS PARQUE BIBLIOTECA ESPAÑA (Medellin, Colombia) GIANCARLO MAZZANTI ARQUITECTOS PARQUE BIBLIOTECA ESPAÑA (Medellin, Colombia) GIANCARLO MAZZANTI ARQUITECTOS PARQUE BIBLIOTECA ESPAÑA (Medellin, Colombia) GIANCARLO MAZZANTI ARQUITECTOS PARQUE BIBLIOTECA ESPAÑA (Medellin, Colombia) GIANCARLO MAZZANTI ARQUITECTOS PARQUE BIBLIOTECA ESPAÑA (Medellin, Colombia) GIANCARLO MAZZANTI ARQUITECTOS PARQUE BIBLIOTECA ESPAÑA (Medellin, Colombia) GIANCARLO MAZZANTI ARQUITECTOS PARQUE BIBLIOTECA ESPAÑA (Medellin, Colombia) GIANCARLO MAZZANTI ARQUITECTOS

Tre considerazioni.

La prima è che, con nostro rammarico, una recente “storia dell’Architettura italiana” è stata eccessivamente monodirezionale nel dare una veste ideologica ai propri obiettivi, nel sentire troppo spesso il bisogno di potersi identificare in un ruolo. E concretamente questo pretesto ha portato intere generazioni di architetti ad un dispendio spasmodico di fiumi e fiumi di china per trovare soluzioni utopiche a necessità inesistenti.

Come seconda, d’altra parte, viene da chiedermi:
visto che gran parte dei progetti che oggi vediamo sulle nostre riviste è figlio di un sistema come quello occidentale fondato sull’ individualismo, lo stesso sistema che ci ha portato verso la speculazione incondizionata, verso il collasso delle nostre città e delle nostre culture, come può considerare l’ aspetto sociale un’architettura intrinsecamente modificata per soddisfare tale sistema?

Terzo: una dichiarazione di Jeorge Mario Jàuregui.
“Quando viene realizzato un edificio “progettato” in mezzo alle favelas – sia anche esso una toilette pubblica – questa diventa immediatamente un monumento. E’ stato concepito da un architetto, questo indica che le cose stanno cambiando: la gente capisce di avere di diritto quello che si trovava solo nella cosiddeta “città per bene”.

Francesco Giorgino – Channelbeta


Lo sky-line della cittá di Medellin é cambiato, si sono aggiunte tre nuove cime alle montagne che da sempre hanno costituito la caratteristica locale. Rocce ben modellate, illuminate e che possono essere abitate: si tratta del nuovo edificio-paesaggio della Biblioteca Publica Santo Domingo, ad opera di Giancarlo Mazzanti, architetto di origini italiane che vive e lavora in Bogotà.

Programma:

Da diversi anni Medellin, una tra le cittá colombiane piú densamente popolata, é soggetta ad un programma di riqualificazione e di sviluppo sociale. Questo centro urbano si situa in una zona collinare, ai limiti con la montagna, dove si é sviluppata una selvaggia costruzione di “favelas”, risultato tangibile della violenza e del degrado prodotto dal narcotraffico degli anni ottanta.
Nel 2005 si promuove un concorso per la costruzione di un edificio multifunzionale, che in un unico volume, potesse assorbire le necessitá per la formazione culturale degli abitanti.
La proposta progettuale vincente fu quella di dividere le diverse funzioni ( biblioteca, aule di insegnamento ed auditorium) in tre volumi distinti e riuniti da un’unica piattaforma; una scelta che avrebbe permesso di ottenere maggior flessibilità degli spazi ed autonomia dei diversi usi previsti.

Soluzione compositiva:l’edificio-paesaggio.

Medellin é una città si situata a nord della Cordigliera delle Ande, in uno dei luoghi più frammentati topográficamente della Colombia. La principale caratteristica del sito sono le sue montagne, capaci di definire l’identità e l’immagine della città: la montagna è l’elemento in cui il cittadino si riconosce.

La proposta progettuale si ispira direttamente a questa immagine di paesaggio: più che un edificio é una geografia operativa, una superficie piegata e ritagliata come la montagna, alla quale si aggiungono volume, forma e spazio. Una nuova forma di sistemazione dello spazio piú che una metafora. Da questa premessa nasce un nuovo ordine: si annulla l’idea di paesaggio come sfondo e si potenzia l’ambiguità dell’edificio.


Inserimento nel contesto urbano: edificio come icona.

L’area di progetto, ai limiti dell’urbanizzato, é costituita da un’intricata rete di sentieri, prodotto di una topografia fortemente inclinata, senza esistenza alcuna di luoghi di ritrovo o piazze. Il progetto, tenendo conto di questa situazione, intende operare per mezzo di due strutture: la prima costituita da edifici-paesaggio (rocce) e la seconda una piattaforma che integra e li connette. Quest’ultima si converte in una piazza panoramica rispetto alla valle.

In tal modo l’edificio potenzia la costruzione di un luogo di riunione, moltiplicando le possibilità di incontro e mostrandosi come punto di riferimento. C’è da aggiungere che questo settore dell’urbanizzato si compone di case di piccola dimensione realizzate in mattoni, frutto dell’auto-costruzione, ma anche di zone verdi cosí ritagliate ed inlinate da non permettere l’edificazione. Questa organizzazione densa e compatta produce una tessitura uniforme cancellando la gerarchia tra i vari componenti. In questo contesto, l’edificio di nuova costruzione si propone di emergere rispetto alla città, come un’icona visibile. Con la costruzione di questo nuovo spazio si intende mantenere la tensione esistente: la geografia come elemento gerarchizzante e l’architettura come tessuto. Il progetto, visibile da lontano, si é traformato nel simbolo della nuova Medellin, facendo in modo che anche gli abitanti si identifichino in esso, sviluppando un maggior sentimento di appartenenza.

Caratteristiche costruttive generali: strutture indipendenti.

Il progetto si genera dalla combinazione di due elementi fondamentali: tre volumi di diversa altezza si ergono su una piattaforma.
I tre volumi ospitano rispettivamente una biblioteca, un auditorium ed un centro comunitario.
e si generano per mezzo di una doppia struttura di supporto: la prima è una membrana metallica autoportante, che funge da supporto della pelle esteriore (lastre di ceramica nera); la seconda è una struttura di cemento armato gettato in opera, che distaccandosi interiormente dalla superficie di rivestimento, permette i passaggio di luce zenitale. Questa stessa doppia struttura permette la regolazione della temperatura interna per mezzo della circolazione nell’interstizio di aria ascendente (pressione negativa), permettendo di eliminare l’eccesso di calore e ottimizzare l’energia solare.
La piattaforma funge da piazza pubblica ed é connessa alla circolazione pedonale del quartiere. Si compone di una struttura mista di colonne di acciaio e solai di cemento, con rivestimenti di pietra nera, vetro colorato e legno.
Più che costruire un edificio iconico riconoscibile da lontano, la premessa fu di sviluppare un edificio capace di far evadere l’usuario dal suo contesto quotidiano. Un luogo capace di estraniare dall’intorno più immediato, un atmosfera calda e raccolta, adatta alla lettura e allo studio. Per questo l’edificio mira timidamente verso la città, aprendosi con piccole fessure e lasciando che tutta l’illuminazione provenga dall’alto.

Giancarlo Mazzanti Arquitectos

Bogotà- COLOMBIA

LINKS:
Giancarlo Mazzanti

DATI DI PROGETTO

PROGETTO : Parque Biblioteca Publica Santo Domingo

LOCALIZZAZIONE: Medellin (Colombia)

PROGETTO ARCHITETTONICO: Giancarlo Mazzanti Arquitectos

COLLABORATORI: Andrés Sarmiento, Juan Manuel Gil, Fredy Pantoja, Pedro Saa, Gustavo Vasquéz, Ivan Ucros

COMMITTENTE: EDU (Impresa di sviluppo urbano)-Architetto:Carlos Mario Rodriguez

IMPRESA DI INGEGNERIA: Sergio Tobon, Alberto Ashner

IMPRESA COSTRUTTIVA: Alcaldia di Medellin- Arquitectura y concreto

PROGETTAZIONE: Settembre 2005 – Gennaio 2006

COSTRUZIONE: Giugno 2006- Marzo 2007

SUPERFICIE COSTRUITA: 3727mq

SUPERFICIE UTILE: 2960mq

SUPERFICIE SPAZIO PUBBLICO: 14265mq

FOTOGRAFIA: Sergio Gomez

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4 Comments

  1. hey, please can you send me the facades of the spain library in medellin, because iam studying it in the univerity of architecture LAU in lebanon
    and thanks

    Posted by Adam on 11 marzo 11 at 11:54
  2. write at this address for those kinds of request
    mattefalcone@channelbeta.net

    thanks

    Posted by tex on 17 marzo 11 at 3:47
  3. I live in Colombia and study architecture in Bogotá. I just want to make a couple of corrections to this text:

    The facade is no in ceramics, acttually it´s made in some kind of superboard that, with the time and the weather, has peeled of.

    It is NOT a confortable place to read at: to much ecos in the inside make you feel like in a stadium or something. Besides, it has no elevator and the stairs is way too sloping: Old people are unable to acces the reading rooms.

    The way the 3 buildings are placed generates abandonded and bad-used spots on the ground.

    All this to say: Is “to be iconic” what a building in a depressed area shuold aime for? What happens with good quality architecure? Is “The spain Library” made for inhabitants or for turists and their cameras?

    Posted by lucia on 23 marzo 11 at 1:57
  4. Thanks for those informations Lucia. Comments are always useful, particularly if they show unknown aspects of the projects.

    Posted by tex on 24 marzo 11 at 2:02

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